RESTAURO CONSERVATIVO E TRASFORMAZIONE DELL’EX OPIFICIO SERICO DENOMINATO “ DE NEGRI” IN UN COMPLESSO A VOCAZIONE TURISTICA SITO IN CASERTA – VIA MOLINO MILITARE.N 13-19-21
Il patrimonio edilizio esistente sempre più si presenta in maniera inadeguato rispetto alle normative vigenti. Il presente progetto affidato alla Società di Ingegneria ITALA Srl riguarda la predisposizione di interventi di adeguamento e di conservazione atti a convertire l’ex opificio serico in una struttura a vocazione turistica; contemporaneamente l’intervento riguarda la messa in sicurezza sotto l’aspetto della vulnerabilità sismica del corpo di fabbrica, il suo efficientamento energetico al fine di eliminare le problematiche dell’edificio legate alla idoneità statica ed all’eventuale eliminazione delle criticità di infiltrazioni e condensa nel rispetto totale del corpo di fabbrica nella duplice polarità ( storica – artistica); un intervento di restauro conservativo e risanamento.
“Il RESTAURO come attività comunque svolta per prolungare la vita dell’opera d’arte e parzialmente reintegrarne la visione e il godimento, il restauro rappresenta un aspetto fondamentale della cultura e degli studi storico-artistici. Praticamente esso è sempre esistito, sul piano delle esperienze empiriche e della tecnica dell’artigiano e dell’artista. Nei tempi moderni, con lo sviluppo della critica e della tecnica, il restauro ha acquistato un’assai piú definita consapevolezza dei propri scopi e mezzi, fondandosi in gran parte su basi tecnico-scientifiche, oltre che, come è ovvio, sopra una metodologia critico-estetica, anche connessa con gli ideali e le cognizioni dei vari monumenti culturali. A ciò hanno contribuito musei, istituti specializzati, organi preposti alla tutela dei monumenti, la cui opera in questo settore ha assunto un’ampiezza determinante. L’opera d’arte, pur eccettuandosi da tutti gli altri prodotti dell’attività umana, conserva sempre la caratteristica, rispetto alle cose di natura, di essere un prodotto dell’attività umana. E come opera d’arte e come prodotto pone allora una duplice istanza: l’istanza estetica, che corrisponde al fatto basilare dell’artisticità per cui l’opera è opera d’arte; l’istanza storica che rispecchia la sua emergenza come prodotto umano in un certo tempo e in un certo luogo. Inoltre il fatto di presentarsi al riconoscimento di una coscienza in un certo tempo e in un certo luogo, conferisce all’opera d’arte una seconda storicità che via via trasferisce nel tempo. La ricerca di una destinazione d’uso compatibile con il bene è di fondamentale importanza. A tal riguardo è importante citare quanto egregiamente descritto dalla Carta di Amsterdam del 1975 quando afferma che è necessario operare in funzione della conservazione integrata intesa come il risultato dell’uso congiunto della tecnica del restauro e della ricerca di funzioni appropriate, in quanto la metodologia operativa richiede la valorizzazione e il reinserimento dell’opera nel quadro della vita e nel ruolo del proprio contesto sociale ed ambientale.